Siamo tutte rane?

Marzo 1 2019
Written by donafrau

donafrau

Siamo tutte rane?

“La rana che fini cotta ha speso tutte le sue energie per adattarsi alle circostanze quindi quando arriva il momento critico non le rimangono forze per mettersi in salvo” .
Olivier Clerc

Sappiamo reagire agli attacchi velati che la società /famiglia ci mettono davanti o siamo destinate a finire “cotte”?

La favola si basa su una legge fisica che afferma che se la velocità di riscaldamento è lenta e costante la rana rimane tranquilla e muore solo a fine cottura. Se la temperatura si innalza velocemente la rana salta e scappa.

La società in cui ci troviamo a vivere “riscalda lentamente e costantemente”, non avvertendo un pericolo altrettanto costantemente ci adattiamo all’ambiente circostante fin quando questo non ci “uccide”.
Siamo esposti ad attacchi velati e costanti che gli psicologi chiamano “Maltrattamento sottile” che portano alla distruzione dell’autostima e della sicurezza in noi stessi.
Si tratta di dettagli, che vissuti con persistenza, e non riconosciuti, finiscono per ferire fino a farci rimanere indifesi.

Ma come è possibile se il nostro istinto ci spinge alla sopravvivenza?

La sopravvivenza viene garantita comunque da meccanismi di difesa che il nostro cervello attiva per farci credere che vada tutto bene.
Stabilisce dei limiti, delle barriere che gli altri non possono sorpassare, ma questo finto benessere trova sfogo in altri ambiti del quotidiano: i nostri livelli di ansia tendono a salire sfociando in disturbi psicosomatici, insonnia, disturbi dell’alimentazione.
Diventano vera e propria aggressività, producono un distaccamento emotivo e una difficoltà a pensare che interferiscono nella nostra vita.

Cosa facciamo per far credere che vada tutto bene?

Le reazioni sono di diversa natura: ci sono persone che si costruiscono un mondo fatto di impegni, in cui la produttività è la misura stessa del proprio valore.
Che sia in ambito lavorativo o familiare queste hanno paura del tempo libero (oziofobia, Rafael).
Rimanere soli con se stessi senza far nulla li spaventa perché farebbe riaffiorare l’origine stessa del malessere. Danno priorità ai successi piuttosto che alla felicità, mettendo sulla bilancia della vita la quantità delle attività piuttosto che la qualità di esse.

Altri si costruiscono una corazza, ma ciò non li rende immuni, sono persone suscettibili alla critica (permalosi, Kout).
La critica stessa viene vissuta come offesa, la suscettibilità rimarca la paura del rifiuto che crea una vera e propria ferita emotiva, un mancato riconoscimento del proprio valore.

Altri ancora si obbligano ad essere forti prendendo sulle proprie spalle conflitti e responsabilità, si sforzano talmente tanto che possono andare incontro ad un esaurimento emotivo, esso inizia come semplice stanchezza fisica ma facilmente diventa inerzia. Questo esaurimento è dovuto a uno squilibrio tra ciò che si da e ciò che si riceve.

Ma allora siamo destinate alla cottura?

In realtà no, il nostro cervello come è in grado di difenderci, è in grado di aiutarci positivamente.
Ha solo bisogno di essere allenato.

Ecco perché nasce il percorso di crescita personale: ” Fai spazio al tuo tempo”, ideato dalla Formatrice e Motivatrice Donatella Frau, seguito da migliaia di mamme in tutta Italia, dal nord al sud.

E’ indispensabile trovare del tempo libero per essere tranquilli, del tempo da dedicare a se stessi e per costruire un atteggiamento diverso nei confronti dei compiti quotidiani. Con le strategie di gestione e ottimizzazione del tempo anche tu imparerai a far spazio al tuo tempo.

Mettere da parte l’idea di perfezione, riconnettendosi con se stessi e perdonandoci per gli errori commessi.
L’equilibrio alla base può essere raggiunto aumentando il livello di autostima, inteso non solo come valore delle cose fatte, ma soprattutto come capacità di sperimentare in coerenza con la propria visione di se.

E Donatella Frau ha pensato anche a questo, un percorso di riscoperta e rafforzamento della propria Autostima per vivere serenamente e in sintonia con se stesse.

Per dirla semplice, con Seligman (psicologia positiva), le ” emozioni positive e il coinvolgimento in attività appaganti e soddisfacenti insieme alla partecipazione ad attività che mirano a mete precise producono quella componente affettiva e quel coinvolgimento alla realizzazione che ci permettono di essere connessi ad una rete sociale positiva!! ”

All’interno della Community Super Mom sconfiggerai il maltrattamento sottile a cui sei sottoposta tutti i giorni dalla società,  troverai l’energia, la positività, l’ottimismo, un clima di assoluta sorellanza senza scontri, confronti e critiche, e tutta l’energia di cui hai bisogno.

Migliorando noi stessi, miglioriamo gli altri!

Iscriviti subito ti aspettiamo!

Scritto con la collaborazione della Dott.ssa in Psicologia Sellitto Monica (Super Mom)

Bibliografia
Olivier, Clerc” La rana che fini cotta senza accorgersene… E altre lezioni di vita
Ed. Bompiani

Villani, D. Gaggioli A & Riva, G (2015)
Tecnologie positive per il benessere Proposte di intervento-ricerche di psicologia

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