Generazione esausta: cara mamma, ne hai mai sentito parlare?

Aprile 1 2021
Written by donafrau

donafrau

Hai tra i 30 e i 45 anni e sei una mamma, casalinga o lavoratrice? Ti senti spesso esausta, stanca morta, piena di frustrazione/rabbia oppure semplicemente apatica?

Tranquilla, non sei la sola.

Forse non lo sai, ma l’Economist ha creato un termine specifico per indicare le generazione di mamme tra i 30 e i 45 anni di età: Generazione Esausta. Ovvero, tutte quelle donne e mamme che vivono nell’epoca contemporanea, dovendo destreggiarsi tra impegni familiari, lavorativi e sociali, e che soffrono del più grave e doloroso problema: la mancanza di tempo per prendersi cura di sé.

Un rapporto di Relate, società di consulenze familiari, indica che disturbi psicologici come la solitudine, la depressione e la nevrosi sono più comuni nella fascia di età fra i 34 e i 45 anni, che è anche il periodo in cui più facilmente si disintegrano le famiglie: in Gran Bretagna il più alto numero dei divorzi avviene entro tre anni dalla nascita dei figli.

Anche la digitalizzazione e la diffusione dei social network hanno contribuito a rendere la vita più complessa e frenetica: una mamma di oggi è costantemente bombardata di informazioni e messaggi dalle mille chat di cui è parte – il gruppo delle mamme della classe, il gruppo delle ex mamme della vecchia classe, le mamme della piscina, le mamme del calcio, le mamme dell’oratorio, le mamme del centro estivo… e così via, all’infinito.

Il problema è ovviamente più ampio, e riguarda quella che io chiamo la “spirale del fare” (leggi qui alcuni consigli su come uscirne). Al giorno d’oggi, la società occidentale ha accelerato così tanto i ritmi di produzione e di vita che stiamo sempre “facendo” qualcosa. Il “non fare niente” non esiste più. Pensaci: anche quando non sei al lavoro, stai di sicuro inviando una mail da telefono, o facendo un bonifico, o chiamando il consulente del lavoro, o prendendo appuntamento dal medico. Magari tutte queste cose contemporaneamente.

Se poi lavori da casa, separare il tempo della vita da quello del lavoro diventa sempre più difficile, e sempre più spesso ti capita di restare al PC fino a tarda sera. Se sei una casalinga, le cose non cambiano: potenzialmente, i lavori da fare in casa non finiscono mai. Ci saranno sempre dei cassetti da riordinare, della polvere da togliere, della spesa da fare. Anche nelle rare pause che ti prendi (se te le prendi) per riposare mezz’oretta o andare a correre, stai comunque “facendo” qualcosa: ricaricare le pile… per riprendere subito dopo a “fare”, ovviamente. Per essere più produttiva ed efficiente quando riattacchi. Quindi, neanche riposandoti esci davvero dalla spirale del “fare”.

Nel nostro tempo, è davvero importante che le mamme, le donne ma in generale tutti, anche gli uomini, imparino di nuovo a “non fare”. Che significa non fare semplicemente nulla.

Come ti fa sentire il pensiero di dedicare, per esempio, dieci minuti della tua giornata ogni giorno a non fare niente?

È un esercizio che consiglio spesso, e che specialmente le prime volte può creare non poche difficoltà. Perché non fare niente per la nostra società e per il modo in cui siamo abituati a vivere, è faticoso – quando non impensabile, assurdo o impossibile. Non significa sedersi sul divano a guardare la TV o a leggere un libro. Né rispondere ai messaggi di whatsapp o scorrere la home di facebook. Né pensare a cosa c’è rimasto in frigo. Non fare niente significa, semplicemente, stare.

Pensi di esserne capace? Fai una prova: cerca di inserire, nell’arco della tua routine giornaliera, 10 minuti al giorno senza fare assolutamente niente. Se pensi di non farcela, inizia con 5 minuti anziché 10. Se tieni un diario, annota le tue sensazioni a fronte dell’esperimento: potresti scoprire che il mondo può benissimo andare avanti da solo anche se tu non fai nulla. Anzi, potresti persino iniziare a sentirti un po’ meglio via via che l’esperimento procede. Provare per credere!

Vuoi scoprire come fare spazio al tuo tempo e vivere in modo più sereno?

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